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Daniel

Posted by telibasageanina on September 28, 2014 at 12:35 AM




Era una sera fredda di gennaio, la neve brillava sotto la luce della Luna. Quella sera la Luna era molto grande e con il bianco della neve la note era diventata giorno. Non era una sera per stare in casa. Doveva uscire e dopo anni stava pensando che quella sera era meglio se stava acasa. Cosi ha conosciuto lui : un ragazzo alto, robusto dei capelli brizzolati, anche se era molto giovane, con gli occhi scuri, una piccola cicatrice sulla parte sinistra. Era molto sportivo, ma con abiti stracciati, sembrava che non gli importasse niente del suo aspetto. Aveva una voce forte e bassa che suonava nel silenzio della notte come un eco.

Guardando a lui stava pensando che questo ragazzo aveva sofferto molto e non per le ferite, ma

per un altro tipo di dolore. Piano, piano lei divento una persona importante per lui.

Daniel, il nome del ragazzo, aveva una storia molto triste.

Veniva da una famiglia con altri due fratelli e una sorellastra molto piccola. Il padre era morto quando lui aveva 12 anni, d’allora in poi la sua vita e stata molto difficile.

Spostandosi tra I nonni e parenti, sentiva molto la mancanza della famiglia, spesso trovava qualcuno per dire papa o mamma. Ma era solo temporaneo. La vera madre tornava a casa portando un maschio e li obbligava di dire papa a lui.

Cresciuti insieme ma separati nell’indifferenza , nel disamore, nella distrazione della madre. Questi erano I fratelli. Avevano separati I pensieri, gli spazi, le vite. Si incontravano e si evitavano entro il perimetro scarso della casa, si costeggiavano e si allontanavano con calcolo istintivo per minimizzare gli urti, le parole. Vivevano senza dirsi niente. Soffocati dalle parole non dette che si accumulano, si deteriorano, fino quando esplodono in violente liti tra di loro o contro la madre.

Un giorno la madre decide di vendere l’appartamento e dividerli per sempre. Vendere l’appartamento a significato lasciarli senza niente, senza un tetto e piu grave senza il senso dell’appartenenza a una famiglia.

Ogni anno il 3 di dicembre, Daniel accende una candela in memoria di suo padre. E ancora dice “ papa” a ogni uomo piu grande che entra nella sua vita.

‘’’’’’’’’’’’’’’’’’’’continua’’’’’’’’’’’’’’’’’’’

 

Categories: Storie

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4 Comments

Reply telibasageanina
5:44 PM on October 1, 2014 
Scusa Carlo e una storia piu lunga e si capira chi la racconta ...me dispiace non ho avuto tempo di scrivere ancora ...
Reply carlo pagliariccio
3:27 PM on October 1, 2014 
Ciao G.S.Dundee
1░ capoverso ".....bianco della neve la ( notte ). Non era una sera per stare in casa.....( ??? CHI?...soggetto..)...Doveva uscire......( soggetto principale???CHI? )....era meglio se stava a ( CASA ).
( COSI' ) ha conosciuto lui, un ragazzo alto, robusto, dai capelli brizzolati, anche se era molto giovane;
con gli occhi scuri e una piccola cicatrice sulla guancia sinistra.. Era molto sportivo ma con abiti stracciati; sembrava che non gli importasse niente del suo aspetto. Aveva una voce profonda e bassa che suonava nel silenzio della notte come un eco.
Guardandolo stava pensando ( CHI ??) che questo ragazzo aveva sofferto molto e non per le ferite, ma per un altro tipo di dolore. Piano, piano lei divent˛ una persona importante per lui.
Daniel, il nome del ragazzo, aveva una storia molto triste.
Veniva da una famiglia con altri due fratelli e una sorellastra molto piccola.
Il padre era morto quando Daniel aveva 12 anni, da allora in poi la sua vita era stata molto difficile.
( Muovendosi ) tra nonni e parenti, Daniel sentiva molto la mancanza della famiglia, spesso trovava qualcuno per dire papÓ o mamma. Era solo un momento ( istante ).
La madre tornava a casa portandosi un uomo e, obbliga i propri figli a chiamarlo, papÓ.
Cresciuti insieme ma separati nella indifferenza, nel disamore, nella distrazione della madre.
Questi erano i fratelli. Avevano pensieri separati, gli spazi, le vite. I incontravano e si evitavano
entro il perimetro scarso della casa, si ( OSTEGGIAVANO ??) e si allontanavano con calcolo
istintivo per minimizzare gli urti , le parole. Vivevano senza dirsi niente.
Soffocato dalle parole non dette che si accumulano, si deteriorano, fino a quando esplodono
in violente liti tra di loro o contro la madre.
Un giorno la madre decide di vendere l'appartamento e (separare i ragazzi per sempre ).
Vendere l'appartamento ha significato lasciarli senza niente, senza un tetto e, pi¨ grave, senza
il senso di appartenenza ( ad ) una famiglia.
Ogni anno, il 3 di Dicembre, Daniel accende una candela in memoria di suo padre; ancora dice " papÓ "
ad ogni uomo pi¨ grande che entra nella sua vita. :-))))))))))))))))
Reply telibasageanina
4:37 PM on September 28, 2014 
Grazie Carlo sei di grande aiuto!
carlo pagliariccio says...
mamma mia!...le ultime righe mi hanno quasi fatto alzare quei pochi peli che porto sulle braccia; se vuoi lo correggo,ci provo, e lo riscrivo.ciao
Reply carlo pagliariccio
6:52 AM on September 28, 2014 
mamma mia!...le ultime righe mi hanno quasi fatto alzare quei pochi peli che porto sulle braccia; se vuoi lo correggo,ci provo, e lo riscrivo.ciao